Il sisma bonus salverà la ricostruzione?

Nel girare quotidiano nelle zone del cratere ci troviamo a confrontarci frequentemente con tecnici locali per tentare di portare aggiornamenti su tutto il cratere delle problematiche del momento.

Si perché c’è una costanza nel riscontro di problematiche che segue le scadenze fissate e le ordinanze del Commissario. Come se i problemi fossero nell’aria riscontriamo lo stesso problema a Camerino e subito dopo a Tolentino.

Quest’ultima settimana abbiamo potuto constatare una serie di problematiche legate all’impiego del sisma bonus che ci lascia intendere che beneficiari di contributo e tecnici stiano guardando con interesse a questo strumento.

Cos’è il sisma bonus?

Come noto il sisma bonus 2018, è la nuova detrazione fiscale introdotta dal governo con la scorsa legge di stabilità ed in vigore a partire dal 1° gennaio di quest’anno

I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici, grazie al sisma bonus, possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico

L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires).

Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003

Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Inoltre, una circolare di questi giorni dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il sisma bonus può essere impiegato per lavori di demolizione e ricostruzione senza cambio di volumetria  andando ad ampliare l’alveo dell’utilizzo di questo strumento.

Ma entriamo nel merito della questione che si vuole sollevare.

L’insufficienza del contributo di ricostruzione

Abbiamo tutti capito che con il solo contributo di ricostruzione, in molti dei casi, non si accontenta nessuno: il beneficiario effettua dei lavori striminziti, i tecnici lavorano a prezzi di fame, la collettività non può nemmeno sperare in una bella ricostruzione dei paesi.

Questa situazione infelice, derivante esigui costi parametrici di ricostruzione, altro non può comportare che i beneficiari di contributo si accollino parte delle spese di ricostruzione mettendo le mani al portafoglio.

Ma a dare una mano interviene una disposizione normativa che riguarda ad oggi la sola ricostruzione pesante.

Non cumulo del sisma bonus

L’Ordinanza 19 per la ricostruzione pesante prevede infatti all’articolo 25 che:

“1. I contributi di cui alla presente ordinanza non sono cumulabili con altri contributi concessi per le stesse opere da pubbliche amministrazioni ad eccezione del contributo di cui all’articolo 5, comma 2, lettera f), del decreto legge, che è dovuto agli interessati fino al ripristino dell’agibilità dell’immobile originario. Ai fini del presente articolo, non sono da intendersi come contributi le detrazioni di imposta operate ai sensi dell’articolo 16-bis comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e s.m.i.

L’art. 16-bis DPR 917-1986 e s.m.i. altro non è che il nostro sisma bonus.

Il suddetto articolo ci dice pertanto che il sisma bonus e l’eco bonus sono pertanto cumulabili al contributo per la ricostruzione.

In questo modo il cittadino può trovare delle eccezionali soluzioni per la copertura dei lavori ottimali da realizzare sia in termini di sicurezza strutturale che di efficienza energetica.

Ricordando che per godere del sisma bonus ed eco bonus occorre che il soggetto sia capiente (abbia cioè disponibilità di ricevere gli sgravi) o che in alternativa ci sia un’impresa disposta a ricevere il credito di imposta vediamo di capire all’atto pratico cosa potrebbe succedere.

Il tecnico progettista una volta effettuato il suo progetto di adeguamento sismico ed efficientamento energetico (se del caso) dovrà capire come sfruttare al meglio le possibilità finanziarie messegli a disposizione.

Prima di tutto in congruenza alle norme specifiche destinerà il contributo di ricostruzione andando a coprire la maggioranza dei lavori.

La parte residuale dei lavori dovrà cercare di coprirla con i crediti di imposta e nello specifico con il sisma bonus i lavori strutturali mentre con l’eco bonus i lavori di efficientamento energetico, sempre in congruenza alle specifiche finalità dettate dalla norma.

Una grande possibilità in più che ai perspicaci tecnici locali darà la possibilità di realizzare lavori migliori e possibilità di ottenere ulteriori compensi tecnici per le opere in accollo.

Possiamo già immaginarci questi progetti a quattro colori:

  • in giallo le opere a contributo ricostruzione;
  • in rosso le opere a credito di imposta sisma bonus;
  • in azzurro le opere a credito di imposta eco bonus;
  • in nero e opere in accollo secco.

Certo appare complicata la faccenda ma almeno in questo modo si riuscirà a lavorare con maggiore qualità: i beneficiari avranno maggiore sicurezza ed efficienza, i tecnici potranno progettare qualcosa di funzionale e appagante, la collettività potrà godersi bei paesi.images6S3HG8KF

Stiamo facendo la media ponderata delle notizie raccolte negli ultimi giri e dalle intuizioni personali, pur non avendo certezza ma confermando una certa tendenza abbiamo comunque deciso di descrivere quanto fin qui letto.

Concludiamo con qualche indiscrezione, sembra che il commissario sia in procinto di sfornare un’ordinanza che regolerà queste combinazioni di cumulo e estenderà le medesime condizioni alla ricostruzione leggera.

Nel frattempo comunichiamo che la rete Renovo sta dando supporto in interventi in sisma bonus mettendosi a disposizione per ricevere la traslazione dei crediti di imposta con le proprie imprese.

Per eventuali approfondimenti restiamo a disposizione.

Arch. Paolo Capriotti

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