Sappiamo tutti che il terremoto che ha colpito il Centro Italia tra il 2016 e il 2017 è stato uno degli eventi sismici più devastanti della storia recente del Paese. Le scosse hanno interessato un’area vastissima compresa tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, con tutti i danni alle persone e alle cose che ne sono derivati.
Un evento drammatico e straziante, che da solo non è stato però sufficiente ad imprimere alla macchina ricostruttiva, fin dal primo momento, il ritmo di cui c’era bisogno. Secondo gli ultimi dati ufficiali, abbiamo ancora un ritardo medio di oltre sei anni rispetto ai cronoprogrammi iniziali.
Il processo per approvare un singolo intervento può prevedere oltre 30 passaggi.
Il cittadino o il tecnico incaricato si trova a interagire con una molteplicità di enti: la mancanza di una regia unica ha creato un sistema farraginoso e contraddittorio.
Renovo, rete a carattere puramente territoriale che conta centinaia di collaboratori tecnici su tutto il territorio, 9 professionisti nel suo staff e oltre 110 imprese edili di ogni tipologia e dimensione, nasce nel Novembre del 2017 proprio con lo scopo primario di facilitare e velocizzare la ricostruzione in ogni sua fase e difficoltà. Abbiamo fondato il nostro percorso, lungo fin qui quasi 9 anni, sulla certezza che l’unica strada percorribile è quella dell’accentramento del maggior numero di componenti possibile, evitando qualsiasi forma di individualismo, se si vuole limitare al massimo appesantimenti burocratici e normativi di ogni tipo.
Oltretutto, un quadro normativo talmente pesante e complesso da subire continui stravolgimenti, non sempre migliorativi.
Dal 2016 a oggi, sono state introdotte centinaia di ordinanze, decine di modifiche legislative, aggiornamenti delle linee guida, interpretazioni differenti tra enti. Questo ha generato una spirale di revisioni progettuali, rallentamenti e confusione operativa. Molti professionisti sono stati costretti a rifare interamente i progetti per adeguarli a criteri sopraggiunti in corso d’opera, con perdita di tempo e risorse.
Si potrebbero fare decine di esempi concreti, da Arquata del Tronto a Visso, da Ussita a Norcia, senza dimenticare Castelsantangelo sul Nera e moltissimi altri ancora. Tutti centri storici che vedranno la luce tra chissà quanto tempo ancora.
Un limbo amministrativo che ha delle ovvie conseguenze socio-economiche gravissime. In attesa di una firma o di un parere tecnico ci sono case che non possono essere ricostruite, scuole che non possono essere riaperte, chiese che non possono tornare ad essere il simbolo di decine e decine di borghi, attività commerciali che rischiano di chiudere i battenti, giovani che si muovono verso aree più dinamiche.
Dal canto nostro, riteniamo che esperienza ed organizzazione trasversale, dal progetto al cantiere, sia la formula vincente per ottimizzare al meglio le energie e ridurre al massimo i tempi di attesa, creando sempre le condizioni migliori possibili per ogni parte interessata.
Abbiamo piena fiducia che sia evidente ai più l’assoluta urgenza di mettere a disposizione di una popolazione in estrema difficoltà persone e strumenti agili e di fiducia. Il Centro Italia ha già ampiamente dimostrato coraggio e resilienza, ma senza una rapida rinascita, il rischio è che interi territori diventino solo luoghi della memoria, non più della vita. È davvero questo ciò che si vuole?
Porto San Giorgio 27/05/2025
Renovo Rete Costruttori
Dott. Riccardo Baldassarri

