Renovo denuncia all’AGCM i rincari dei materiali. Si attendono sviluppi, ma i prezziari restano inadeguati.

Renovo denuncia all’AGCM i rincari dei materiali. Si attendono sviluppi, ma i prezziari restano inadeguati.

Un problema crescente

La ricostruzione post-sisma sta affrontando una sfida sempre più complessa: il costo dei materiali edili ha subito aumenti esorbitanti, senza segnali concreti di riduzione. Se questa dinamica non verrà adeguatamente monitorata e corretta, rischia di compromettere la realizzazione delle opere e rallentare la ripresa dei territori colpiti dal sisma.

Il timore di una speculazione

Il monitoraggio continuo condotto dalla nostra Rete ha evidenziato che tra il 2020 e il 2025 i prezzi dei materiali da costruzione hanno registrato incrementi fuori controllo, senza alcuna correzione significativa al ribasso.

Ciò che desta preoccupazione è che tali aumenti non sembrano più correlati dalle crisi contingenti (pandemia, caro energia, guerra in Ucraina, sistema dei bonus edilizi) con un rialzo che sembra perdurare. Il sospetto è che questa situazione possa derivare da pratiche speculative da parte di produttori e fornitori, che potrebbero aver mantenuto artificialmente elevati i prezzi, impedendone un riequilibrio naturale.

Per questa ragione, abbiamo deciso di presentare un esposto all’AGCM, affinché venga fatta luce su eventuali distorsioni di mercato e pratiche scorrette nel settore dei materiali edili.

Un ostacolo concreto alla ricostruzione

Se non fosse noto, ricordiamo che in un intervento edilizio di demolizione e ricostruzione, la fornitura dei materiali nel 2020 rappresentava circa il 35% del costo totale dell’opera.

Dalle analisi condotte, che presenteremo a supporto dell’esposto, abbiamo rilevato un incremento medio del 50% sui materiali da costruzione ordinaria, con punte ancora più elevate su alcuni prodotti chiave:

  • Mattone laterizio: da 0,26 €/pezzo nel 2021 a 0,644 €/pezzo (+170%)
  • Calcestruzzo RCK 30: da 67 €/mc a 126 €/mc (+66%)

Questi aumenti hanno determinato un incremento complessivo dei costi di costruzione globale pari al 17,5%, con conseguenze devastanti per le imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma.

Grazie agli sforzi istituzionali precedenti, in particolare con l’Ordinanza 126/2022, i contributi alla ricostruzione erano stati allineati ai reali costi di costruzione, consentendo alle imprese di operare con margini consueti prossimi al 10%, utilizzando prezzari regionali aggiornati, un dato facilmente verificabile dai bilanci aziendali.

Con l’introduzione della controversa Ordinanza 222/2025, tuttavia, è oggi imposto l’impiego di prezziari obsoleti (PUC 2022), inferiori del 10-15% rispetto ai costi precedentemente riconosciuti dai prezziari regionali. Questo avviene in un contesto in cui il costo dei materiali continua a crescere senza controllo e senza segnali di rientro, generando uno squilibrio insostenibile per le imprese di costruzione.

Questa situazione non solo penalizza le imprese qualificate, ma rischia di favorire operatori improvvisati, mossi da logiche poco trasparenti, a discapito di chi lavora con professionalità. Imporre margini azzerati significa escludere dal mercato le aziende strutturate, lasciando spazio a chi accetta condizioni insostenibili, con evidenti rischi per la qualità, la legalità e la sicurezza delle opere.

Un appello alle istituzioni

Affrontare il caro materiali significa intervenire direttamente sulla definizione dei prezzari, affinché la ricostruzione post-sisma non venga compromessa da distorsioni di mercato e rincari ingiustificati.

Invitiamo le istituzioni della ricostruzione a rafforzare e partecipare attivamente alla redazione dei prezzari regionali, strumenti già consolidati, aperti e condivisi, che rappresentano il metodo più efficace per fotografare le reali condizioni del mercato locale. Sostituire questi strumenti con nuove sovrastrutture, come il PUC, non solo non risolverà il problema, ma rischia di creare confusione, ritardi e inefficienze.

Allo stesso tempo, in sede di elaborazione dei prezziari e confronto con le associazioni di categoria, è fondamentale che le istituzioni vigilino attentamente sui prezzi dei materiali, affinché venga fatta chiarezza su eventuali pratiche speculative e anomalie di mercato, denunciandole se necessario.

È proprio attraverso la definizione trasparente dei prezziari che è possibile monitorare e individuare eventuali speculazioni da parte dei fornitori, garantendo al contempo la correttezza delle imprese di costruzione, che si son sempre mostrate disponibili a operare con trasparenza in quella sede.

Senza un monitoraggio concreto e continuo, il rischio è che gli aumenti diventino strutturali e insostenibili per l’intero settore, compromettendo la sostenibilità della ricostruzione e alterando il mercato a vantaggio di pochi.

Porto San Giorgio 26/02/2025

Renovo Rete Costruttori

Arch. Paolo Capriotti

 

808 513 Rete Renovo
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