Super bonus e ricostruzione, quali scenari per il centro Italia da ricostruire?

E’ cronaca degli ultimi giorni che la proposta di emendamenti per la ricostruzione sisma non è stato inserito nel decreto semplificazioni.

Tra le misure proposte, per il quale sembra esserci già un accordo preventivo tra Governo e Commissario con un decreto di Agosto, ci sarebbe una misura che consentirebbe di applicare i super bonus alla ricostruzione post sisma.

Dagli emendamenti precedentemente stilati possiamo cogliere una strategia che prevede due subazioni atte a dare vie alternative per la ricostruzione post sisma.

Una prima misura tratterebbe la possibilità di godere dei super bonus casa per le parti eccedenti il contributo di ricostruzione, questa possibilità non è una novità era già prevista nell’ordinanza 60 del commissario per il solo sisma bonus tradizionale (65%-85%). Diciamo che l’amministrazione finanziaria usualmente ha consentito anche fuori contesto sisma questa possibilità di integrazione tra misure contributive in conto capitale e crediti di imposta, perciò abbiamo motivo di credere che tale possibilità sia approvabile, anzi diciamo che forse sia solo di precisazione in quanto già legittimata per principi consolidati.

Una seconda misura invece prevederebbe la possibilità di una via alternativa per cui il beneficiario, rinunciando al contributo di ricostruzione, potrebbe godere di un super bonus potenziato del 50%.
Molto raffinata questa proposta anche se nel testo originario faceva riferimento ai soli comuni del cratere, si ritiene che questa possibilità dovrebbe essere estesa agli immobili colpiti e non già a territori, ciò per amplificare i benefici di questo tentativo di formidabile flessibilità.

Le questioni da comprendere sono notevoli, il Commissario ha già detto che l’ordinanza 60 che regolamentava alla meglio l’applicazione del sisma bonus tradizionale sugli accolli è da rivedere, resterà da regolamentare una non facile situazione di concorrenza di risorse e bonus vari.

Abbiamo imparato in questi anni che la maggiore difficoltà, nel caso dell’accollo da coprire con il sisma bonus, è quella di definire bene l’allocazione finanziaria sulla base delle opere da realizzare, pensare a tre, quattro bonus da inserire per l’accollo sinceramente ci fa girare la testa.

Speriamo che l’instancabile Commissario porti a casa l’ennesimo successo con un’azione chiara e immediatamente applicabile, perchè il tempo stringe, i superbonus scadono il 31/12/2021 e non possiamo ragionare su eventuali proroghe, gli interventi avviati devono essere conclusi.

Forse per questo, una grande proposta di emendamento, visto l’interesse nazionale alla ricostruzione, considerato anche l’aggravio degli iter approvativi delle pratiche edilizie in queste zone del Paese, potrebbe essere quella di chiedere delle scadenze più lunghe per i bonus, magari il 31/12/2022 per partire.

Stiamo a vedere cosa accadrà, intanto ci auguriamo che intervenga il decreto che oltre alle misure descritte doveva risolvere altri aspetti cruciali quali la stabilizzazione personale presso enti e la revisione sistema di compenso per la ricostruzione privata.

Ricordiamo che il nostro sportello bonus casa, costituito da tecnici e fiscalisti di settore, sono a disposizione per valutare problematiche e soluzioni per l’applicazione dei bonus in genere ma soprattutto per l’applicazione combinata bonus contributo di ricostruzione.

Al link la descrizione del nostro servizio e i contatti dello sportello bonus casa.

24/07/2020

Direzione Renovo