Sull’ammissibiltà a contributo di immobili con danneggiamenti ante 2016

Il TAR Marche con sentenza del 2018 si è espresso sul caso di un immobile formalmente dichiarato di interesse culturale per il quale pende un’inapplicabilità delle norme sui contributi di ricostruzione in quanto evidenziava danni strutturali già prima del sisma 2016.

Questi i fatti:

“A seguito degli eventi sismici che hanno coinvolto la Regione Marche nell’anno 2016, la ricorrente, (…), inoltrava all’ufficio speciale ricostruzione della Regione Marche la richiesta di valutazione preventiva del livello operativo ai sensi dell’art. 6 bis dell’Ordinanza del Commissario Straordinario n. 19., (…), attestante un livello operativo di tipo L4.
(…) in data 22 agosto 2018, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche decretava l’inammissibilità della pratica a contributo sull’assunto che l’immobile risultasse già danneggiato prima degli eventi sismici dell’anno 2016.

Con nota del 17 settembre 2018, quindi, la società ricorrente, (…), contestava tale ultima determinazione e chiedeva all’ Ufficio regionale di agire in autotutela; in particolare, l’interessata segnalava che, a seguito delle recenti modifiche normative introdotte dal DL n. 55 del 2018, si esclude che per gli immobili formalmente dichiarati di interesse culturale ai sensi delle leggi sulla tutela dei beni immobili di interesse storico-artistico, la condizione di pregressa inagibilità sia di impedimento all’ accesso ai contributi per la ricostruzione.

Con nota n. 64406 dell’11 ottobre 2018, l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, (…), confermava sostanzialmente il provvedimento di inammissibilità già formulato e rifiutava di assumere decisioni in autotutela senza prima attendere l’adozione di un’ordinanza applicativa da parte del commissario straordinario, contenente criteri e parametri di riferimento (quest’ultima in fase di elaborazione).

Avverso tali ultimi provvedimenti di diniego la ricorrente ha, quindi, proposto il presente ricorso, lamentandone l’illegittimità per violazione e falsa applicazione dell’art. 10, comma 3 bis, del DL n. 189 del 2016, illogicità e irrazionalità, difetto di istruttoria e di motivazione, erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti.

Si è costituita in giudizio la Regione Marche, che ha eccepito l’infondatezza delle avverse doglianze e ha chiesto il rigetto del gravame.

Il diniego impugnato è stato disposto dall’ Amministrazione in applicazione dell’art. 18 dell’Ordinanza commissariale n. 19 del 2017 che disciplina le condizioni di ammissibilità al contributo per gli edifici qualificati come “ruderi e collabenti” (tale essendo stato ritenuto quello in questione).

(…) l’attuale formulazione dell’art. 10 del DL n. 189 del 2016, norma di riferimento per la disciplina delle condizioni di ammissibilità degli edifici collabenti ubicati (…) nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2 del medesimo decreto legge, stabilisce, tra l’altro, che “ai proprietari degli immobili oggetto del presente articolo può essere concesso un contributo esclusivamente per le spese sostenute per la demolizione dell’ immobile stesso, la rimozione dei materiali e la pulizia dell’ area. L’entità di tale contributo e le modalità del suo riconoscimento sono stabiliti con provvedimenti ai sensi dell’articolo 2, comma 2, nei limiti delle risorse disponibili” (comma 3). Il successivo comma 3 bis della medesima norma stabilisce, poi, che, “le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano agli immobili formalmente dichiarati di interesse culturale ai sensi della parte seconda del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

La diposizione contenuta in detto ultimo comma costituisce una previsione di chiusura, di immediata e diretta applicazione. atteso che con essa il legislatore ha inteso escludere, per la suddetta tipologia di immobili (dichiarati di interesse culturale), a prescindere dal loro stato di conservazione precedente al sisma, le limitazioni ai commi da 1 a 3 dell’art. 10 citato, ai fini dell’ammissione a contributo.

Alla luce delle disposizioni innanzi menzionate, pertanto, non può essere condiviso quanto argomentato dalla regione, dal momento che la specifica previsione di cui all’art. 10 comma 3 bis, non necessita, per essere applicata, di un provvedimenti attuativo del commissario; ciò è stato chiarito dalla stessa norma, la quale esclude, appunto, l’applicabilità, agli immobili formalmente dichiarati di interesse culturale, delle previsioni di cui ai precedenti commi, tra cui vi è anche quella che subordina il riconoscimento del beneficio alla previa adozione dei provvedimenti attuativi di cui all’articolo 2, comma 2, del medesimo DL n. 189 del 2016.

Ciò posto, (…) la difesa della Regione ha eccepito l’inapplicabilità dell’art. 10 del citato DL n. 189 del 2016, atteso che la norma sarebbe riferita ai soli immobili ricompresi, per la Regione Marche, negli elenchi di cui agli allegati 1 e 2 del medesimo decreto-legge; di contro, l’edificio di proprietà della ricorrente non rientra nei suddetti elenchi.

Dagli accertamenti effettuali dagli ufficio preposti è risultato che l’edificio in parola fosse da tempo in evidente stato di abbandono e che presentasse danni per la gran parte risalenti ad epoca anteriore al sisma (come accertato nelle relative schede Aedes).

Rileva il Collegio che tale ulteriore causa eventualmente ostativa al riconoscimento del beneficio (…) non risulta contestata in sede amministrativa, giacché di essa non si fa menzione negli atti impugnati; al contrario, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione non ha escluso l’applicabilità, ma ha solamente ritenuto che essa fosse subordinata alla previa emanazione di un’ordinanza attuativa del commissario straordinario. Ne consegue che le argomentazioni della difesa regionale, quand’anche fondate, non possono valere, allo stato, a fondare l’impugnato diniego.

Per le sueposte argomentazioni, il ricorso va accolto, con conseguente annullamento dei provvedimenti gravati, fatte comunque salve le eventuali ulteriori determinazioni dell’Amministrazione.

Il ricorso, in sintesi, viene accolto e si apre la strada del contributo per l’immobile pur se danneggiato prima del sisma 2016.

Segnaliamo che dopo il ricorso è stata pubblicata l’ordinanza commissariale 90 per il recupero degli edifici collabenti culturali che tuttavia non ha chiarito tutti gli aspetti che erano in dubbio nel giudizio descritto.

28/4/2020

Direzione Renovo

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