Immobili a servizio dell’abitazione agricola, tra ordinanza 13 e 19

Il TAR Marche, con sentenza del 2019, si è espresso in merito al rigetto da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche – Sisma 2016 di una richiesta di concessione di contributo in quanto si contestava l’errata applicazione dell’ordinanza 19 per l’immobile ritenuto produttivo.

Questi i fatti:

In data 13/09/2017 il ricorrente presentava la domanda di concessione del contributo ai sensi dell’ Ordinanza n. 19 /2017. Poiché tale ordinanza, (…), riguarda gli immobili residenziali, è del tutto evidente che nella relazione tecnica allegata alla domanda si dichiarava che il manufatto in parola era a servizio dell’abitazione principale.

In data 7/03/2018 l’Ufficio Speciale comunicava al sig. OMISSIS che, poiché l’immobile in parola risultava dagli atti adibito ad attività produttiva, era necessario riformulare la domanda, questa volta ai sensi dell’Ordinanza n. 13/2017.

Il 21/03/2018 dell’odierno ricorrente presentava la nuova domanda, nella quale era ovviamente tenuto a dichiarare che l’immobile in parola era destinato ad attività produttive, pena la palese inammissibilità dell’istanza medesima.

(…) Il tecnico di fiducia del ricorrente ha ritenuto però di allegare alla nuova domanda la stessa perizia depositata a supporto della originaria domanda (…)

In data 14/09/2018 l’Ufficio ha poi comunicato il preavviso di rigetto, mentre il successivo 25/10/2018 ha adottato il provvedimento impugnato con il ricorso introduttivo.

In data 17/01/2019 l’Ufficio ha nuovamente cambiato rotta, comunicando al sig. OMISSIS che l’istanza sarebbe stata invece esaminata ai sensi dell’Ordinanza n. 19/2017.

(…) Ciò detto, la domanda impugnatoria va accolta atteso che:
– non rileva il fatto che nella domanda presentata inizialmente si affermava che l’accessorio in parola è a servizio dell’abitazione, sia perché la pratica era stata presentata ai sensi dell’Ordinanza n. 19/2017, sia perché, come si è visto, è stato lo stesso USR  a invitare il richiedente a modificare la domanda;
– né rileva la circostanza che per l’immobile in parola è stato denegato il requisito della ruralità visto che tale requisito ha rilievo esclusivamente fiscale;
non rileva nemmeno il fatto che l’immobile in parola non è presente nel fascicolo AGEA, sia perché tale fascicolo è funzionale soprattutto alle verifiche inerenti contributi o altre pratiche di competenza del ministero delle politiche agricole forestali e alimentari o della stessa AGEA o del servizio agricoltura della regione, sia perché lo stesso è aggiornabile in ogni momento, sia, infine, perché questo incide esclusivamente in caso di richiesta di contributi specifici (nel senso che tali contributi non potrebbero essere richiesti a valere sui fondi strutturali per interventi relativi a manufatti non indicati nel fascicolo AGEA.

Dalla documentazione fotografica, inoltre, emerge che, nel magazzino per cui è causa, sono ammassati materiali e attrezzature del tutto eterogenei, quali le due vetture di cui si parla nei provvedimenti impugnati, carriole, tosaerba, fusti e così via. Fra le due vetture, però, ve ne è una (un furgonato) che notoriamente è utilizzata per le attività connesse con la coltivazione dei fondi, ed in particolare per il trasporto di cose. Pertanto, (…), si deve concludere nel senso che non è stato provato in maniera inconfutabile che l’immobile per cui è causa non sia destinato ad attività agricola. E dunque, va affermata la spettanza delle somme all’ uopo richiesta dal signor OMISSIS.

28/4/2020

Direzione Renovo

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