Sulla legittimità dell’esito “A/F” della scheda AEDES in presenza di provvedimenti immediati

Il TAR Marche con sentenza n. 504 del 19/07/2019 si è espresso in merito all’Ordinanza del sindaco di un Comune del cratere, con la quale è stata dichiarata l’inagibilità totale per solo rischio esterno di alcune unità immobiliari fino a conclusione delle opere di ripristino e messa in sicurezza degli edifici limitrofi.

Ci sono voluti tre sopralluoghi per definire la controversa questione, alla quarta richiesta di sopralluogo si è finiti dinanzi ai Giudici Amministrativi, il proprietario di casa chiede B, il comune e l’USR concordi su A/F.

Questi i fatti:

“1. I ricorrenti sono proprietari e usufruttuari di immobili danneggiati dagli eventi sismici del 24 agosto 2016 e del 30 ottobre 2016. Dopo il primo evento sismico avvenuto il 24 agosto 2016, le predette unità immobiliari sono state sottoposte a verifica tramite procedura Aedes; la relativa scheda, datata 26 ottobre 2016, ha dato come esito “Edificio agibile, inagibile per rischio esterno”, in sigla “A/F”.

Intervenuta la seconda crisi sismica (30 ottobre 2016), i suddetti immobili sono stati assoggettati ad una seconda verifica, che ha comportato la redazione della scheda Aedes del 6 dicembre 2016, con esito agibilità “A/F”.

Gli interessati, ritenendo che il danno effettivo sulle proprietà TIZIO fosse difforme da quanto accertato in sede di verifica Aedes, hanno richiesto al Comune (…) la ripetizione del sopralluogo, ai sensi dell’art. 1, comma 5, lett. d), dell’O.C.D.P.C. n. 422 del 2016, allegando perizia di parte asseverata. Il procedimento si è concluso con la redazione di un’ ultima scheda Aedes, datata 23 novembre 2017, anch’ essa con esito “A/F”.

I ricorrenti, una volta conosciuti gli esiti delle anzidette verifiche, hanno avanzato richiesta al Comune di un ulteriore sopralluogo, adducendo che le schede di rilevazione non sarebbero state compilate in conformità alla normativa tecnica di riferimento (manuale Aedes) e ritenendo che si dovesse pervenire ad una classificazione del rischio come “B”; gli stessi, hanno poi formulato istanza all’ ente locale affinché procedesse a correggere d’ufficio, in autotutela, e/o a far correggere alla struttura regionale, le schede Aedes del 6 dicembre 2016 e del 23 novembre 2017.

Con comunicazione (…) la Regione Marche – Ufficio Speciale Ricostruzione per gli eventi sismici del 2016, ha negato, con diffusa motivazione, l’istanza dei ricorrenti.

A fronte di una successiva istanza di autotutela inoltrata dagli interessati al Comune e da questi alla Regione, quest’ultima, con nota prot. n. 2693 del 16 gennaio 2019, ricevuta dai ricorrenti il 17 gennaio 2019, ha confermato il precedente diniego.

L’ordinanza sindacale n. 5 del 5 febbraio 2019 è stata quindi adottata sulla base delle anzidette verifiche Aedes e trova il suo presupposto nell’ultima scheda del 23 novembre 2017.

1.1. Con il presente ricorso, i ricorrenti impugnano gli atti in epigrafe, lamentandone l’illegittimità sotto distinti profili (come meglio si andrà a precisare in sede di disamina dei singoli motivi di ricorso). (…)

3.1. Con il primo motivo si lamenta la violazione della legge n. 189 del 2016, del DPCM 5 maggio 2011, del DPCM 8 luglio 2014 e della circolare del Capo dipartimento del 3 settembre 2016. In particolare, i ricorrenti sostengono che le schede Aedes del 6 dicembre 2016 e del 23 novembre 2017 sarebbero state compilate in violazione delle anzidette disposizioni normative e delle istruzioni sinteticamente riportate in calce alle schede medesime, il che renderebbe inattendibile e contraddittoria la valutazione del rischio cui si è pervenuti. Ciò in quanto l’indicazione, nella sezione 8-C della scheda del 6 dicembre 2016, dei provvedimenti di pronto intervento da eseguire sarebbe incompatibile con l’esito di agibilità “A” (che non prevede azioni di pronto intervento) e significherebbe, invece, che l’edificio è in tutto o in parte inagibile e quindi l’esito di agibilità avrebbe dovuto essere “B”; con riferimento, poi, alla scheda del 23 novembre 2017, i ricorrenti assumono che, al momento del relativo sopralluogo, i provvedimenti di pronto intervento prescritti non erano stati eseguiti, sicché la loro successiva realizzazione, compresa l’attività di puntellamento della scala (solo in tal modo resa agibile), avrebbe dovuto condurre, ancora una volta, ad un esito di agibilità “B” e non “A”, come, invece, indicato.

Le censure innanzi sinteticamente esposte non colgono nel segno.

Ed invero, dalla semplice lettura delle istruzioni riportate in calce alle schede medesime, si ricava che nella Sezione 9, dedicata alle “altre osservazioni”, oltre a dover essere riportate le parti di edificio inagibili (con esiti “B” e “C”), andavano indicati sia i provvedimenti di pronto intervento atti a rimuovere l’inagibilità in relazione all’esito “B”, sia quelli necessari alla sicurezza esterna in relazione agli esiti “C”, “D”, “E” e “F”. Poiché l’edificio in esame è stato dichiarato agibile (esito “A”), ma inagibile per solo rischio esterno (esito “F”), è con riferimento a tale ultimo esito che sono stati indicati i provvedimenti di pronto intervento.

In particolare, nella scheda del 6 dicembre 2017, vengono prescritti interventi di puntellatura delle scale, di transennatura per proteggere il passaggio e di rimozione della sommità di una canna fumaria lesionata, posta al confine con altra proprietà, i quali, a ben guardare, attengono propriamente alla messa in sicurezza dell’edificio rispetto al rischio esterno (comunque giudicato elevato dagli accertatori) e non all’agibilità in sé.

Detti esiti non sono stati smentiti, ma confermati, nella successiva scheda Aedes del 23 novembre 2017; con specifico riferimento al puntellamento della scala, anche detto intervento riguarda una parte esterna dell’edificio (scala esterna) – come precisato nella Sezione 9 in riferimento a quanto riportato nella Sezione 4 – e non incide sull’agibilità in sé dello stesso, tanto più che nella Sezione 4 di entrambe le suindicate schede il danno alle scale viene valutato come “D1 – leggero”. Il fatto, poi, che la anzidetta scala esterna si trovasse già in un pessimo stato di manutenzione è dimostrato anche dalla documentazione fotografica prodotta dai medesimi ricorrenti. (…)

Per quanto descritto il ricorso viene respinto, il TAR conferma la legittimità dell’operato del Comune e dell’USR.

03/04/2020

Direzione Renovo