Proposte di modifica e integrazione al Decreto Sisma 123 in conversione

La rete di imprese Renovo che conta ormai oltre cento imprese operanti nella ricostruzione post sisma del centro Italia promuove le seguente modifiche da introdurre all’impianto normativo della ricostruzione da attuare nella conversione del Decreto Legge 123.

Le misure proposte riguardano la semplificazione e l’accelerazione della ricostruzione stessa nonché la definizione di regole che garantiscano la migliore ricostruzione pubblica.

1 MODIFICHE AL SUBAPPALTO RICOSTRUZIONE PRIVATA

1A – DIVIETO DI AUTORIZZAZIONE AL SUBAPPALTO NELL’ESECUZIONE DEL CONTRATTO

Le ordinanze che regolamentano la ricostruzione privata impongono che il contratto d’appalto dei lavori riporti espressa volontà dell’appaltatore di subappaltare alcune lavorazioni speciali specificando la puntuale indicazione delle imprese subappaltatrici nonché l’importo dei lavori affidati.

La norma speciale non definisce il momento in cui l’indicazione del subappaltatore nel contratto debba essere effettuata, non viene imposto se debba avvenire obbligatoriamente alla prima stipula del contratto o se possa avvenire anche successivamente con atti aggiuntivi e/o modifiche, l’unica cosa richiesta è che il subappaltatore venga inserito nel contratto e quindi il committente approvi tale condizione.

Tuttavia gli USR stanno interpretando in maniera stringente pretendendo i nominativi dei subappaltatori esclusivamente alla prima stipula del contratto andando a vietare ogni modifica e integrazione al contratto che possa variare l’assetto dei subappalti iniziali, tale situazione arreca gravi problemi nella programmazione delle attività delle imprese e per forza di cose incentiverà subappalti non autorizzati o soluzioni non genuine.

Di fatto, oltre a non esserci un supporto normativo che possa sostenere questa posizione degli USR, appare del tutto illogico costituire tale vincolo, è impossibile infatti per l’appaltatore avere certezza sul fatto che un determinato subappaltatore si presenterà a realizzare la parte d’opera affidata in un tempo lungo e variabile.

La problematica è seria perché l’appaltatore si trova ad essere impossibilitato a prendere impegni con il committente vista la variabile legata alla effettiva  presenza del subappaltatore,  soggetto estraneo al contratto con il committente che può mettere in discussione la realizzazione dei lavori.

Si chiede pertanto di voler definire nella norma un assetto più aperto e flessibile che renda possibile l’indicazione dei subappaltatori in corso di esecuzione del contratto e/o comunque la modifica dei subappaltatori originariamente indicati.

1B – LIMITI AL SUBAPPALTO

Sempre in materia di subappalto per la ricostruzione privata l’art. 31 comma 6 del DL 189/2016 prevede che “Nei contratti fra privati, è possibile subappaltare lavorazioni speciali, previa autorizzazione del committente, nei limiti consentiti dalla vigente normativa”.

Erroneamente le ordinanze attuative del commissario hanno ritenuto che la ricostruzione privata post sisma fosse riconducibile alla fattispecie di appalto pubblico, cosa errata per definizione della stessa norma, art. 6 comma 12 del DL 189/2016).

Per quanto detto la dizione “nel limiti consentiti dalla vigente normativa” non ricondurrebbe ad alcun modello applicabile, inoltre se volessimo forzosamente applicare il Codice Contratti ci troveremmo impossibilitati in quanto il nuovo subappalto del D. Lgs.  50/2016 è divenuto variabile con il cd. Decreto Sblocca Cantieri che ha introdotto un subappalto variabile dallo 0 al 40% a scelta della stazione appaltante, altresì vacilla paradossalmente lo stesso limite variabile in quanto la CGUE ha ritenuto questo limite non conforme al diritto comunitario.

Per quanto detto, al fine di superare questo corto circuito giuridico e poter fondare sulla certezza tale fondamentale aspetto, si ritiene che il limite al subappalto imposto per la ricostruzione privata debba essere una percentuale assoluta e non legata ad altre disposizioni esterne.

Inoltre deve essere rimosso il riferimento alle lavorazioni speciali in quanto non si identifica alcuna tipologia di lavori.

Per quanto descritto si propone la seguente modifica:

Art. 31 DL 189/2019

Comma 6. “Nei contratti fra privati, è possibile subappaltare lavorazioni speciali, previa autorizzazione del committente, nei limiti consentiti dalla vigente normativa. In tale ipotesi, il contratto deve contenere la dichiarazione di voler procedere al subappalto, con l’indicazione della misura e dell’identità dei subappaltatori, i quali devono a loro volta essere iscritti nell’Anagrafe di cui all’articolo 30, comma 6. Sono nulle tutte le clausole che dispongono il subappalto al di fuori dei casi e dei limiti sopra indicati.”

Art. 31 DL 189/2019 _ MODIFICA PROPOSTA

Comma 6. “Nei contratti fra privati, è possibile subappaltare tutte le lavorazioni speciali, previa autorizzazione del committente, nel limite  consentiti dalla vigente normativa del quaranta per cento dell’importo del contratto. In tale ipotesi, il contratto deve contenere la dichiarazione di voler procedere al subappalto, con l’indicazione della misura e dell’identità dei subappaltatori, i quali devono a loro volta essere iscritti nell’Anagrafe di cui all’articolo 30, comma 6. Sono ammesse modifiche e integrazioni dei subappaltatori indicati in contratto in corso di esecuzione del contratto stesso. Sono nulle tutte le clausole che dispongono il subappalto al di fuori dei casi e dei limiti sopra indicati.”

2 – POSSIBILITA’ DI OPERARE DALLA DATA DI RICHIESTA ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE

L’iscrizione all’Anagrafe della Ricostruzione per le imprese costituisce requisito di affidabilità e professionalità per poter contrattualizzare i lavori della ricostruzione privata e diviene requisito di partecipazione alle gare d’appalto di ricostruzione pubblica.

Il comma 6 dell’art. 30 del DL 189 prevede che per la sola ricostruzione pubblica la dimostrazione del requisito sia comprovabile con la presentazione della domanda mentre per la ricostruzione privata appalti e subappalti in genere la domanda deve concludersi con esito liberatorio.

Al fine di non creare lungaggini e intermittenze nel periodo di possesso di tale requisito per appaltatori e subappaltatori operanti nella ricostruzione privata, in conseguenza dei lunghi tempi di il rilascio della definitiva autorizzazione e o rinnovo, si propone di convalidare il possesso di tale requisito già dal momento della richiesta di iscrizione e/o rinnovo all’Anagrafe come avviene per la ricostruzione pubblica.

Per quanto descritto si propone la seguente modifica:

Art. 30 DL 189/2019

Comma 6. “Gli operatori economici interessati a partecipare, a qualunque titolo e per qualsiasi attività, agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata, nei Comuni di cui all’articolo 1, devono essere iscritti, a domanda, in un apposito elenco, tenuto dalla Struttura e denominato Anagrafe antimafia degli esecutori, d’ora in avanti «Anagrafe»4. Ai fini dell’iscrizione è necessario che le verifiche di cui agli articoli 90 e seguenti del citato decreto legislativo n. 159 del 2011, eseguite ai sensi del comma 2 anche per qualsiasi importo o valore del contratto, subappalto o subcontratto, si siano concluse con esito liberatorio. Tutti gli operatori economici interessati sono comunque ammessi a partecipare alle procedure di affidamento per gli interventi di ricostruzione pubblica, previa dimostrazione o esibizione di apposita dichiarazione sostitutiva dalla quale risulti la presentazione della domanda di iscrizione all’Anagrafe. (…)”

Art. 30 DL 189/2019 _ MODIFICA PROPOSTA

Comma 6. “Gli operatori economici interessati a partecipare, a qualunque titolo e per qualsiasi attività, agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata, nei Comuni di cui all’articolo 1, devono essere iscritti, a domanda, in un apposito elenco, tenuto dalla Struttura e denominato Anagrafe antimafia degli esecutori, d’ora in avanti «Anagrafe»4. Ai fini dell’iscrizione è necessario che le verifiche di cui agli articoli 90 e seguenti del citato decreto legislativo n. 159 del 2011, eseguite ai sensi del comma 2 anche per qualsiasi importo o valore del contratto, subappalto o subcontratto, si siano concluse con esito liberatorio. Tutti gli operatori economici interessati sono comunque ammessi a partecipare alle procedure di affidamento per gli interventi di ricostruzione pubblica e privata, previa dimostrazione o esibizione di apposita dichiarazione sostitutiva dalla quale risulti la presentazione della domanda di prima iscrizione all’Anagrafe o di rinnovo. (…)”

ELIMINAZIONE PREZZARIO INTERREGIONALE CRATERE

Deve essere eliminato ogni rimando al prezzario cratere in quanto lo stesso non tiene conto delle differenze geografiche di costo di reperimento materie e manodopera e richiede un aggravio di lavoro il suo stesso aggiornamento e ampliamento. Dovrebbe ricondursi necessariamente ai prezziari regionali esistenti che tengono debitamente conto delle situazioni locali che influiscono sui prezzi dell’edilizia o in alternativa agli altri prezziari esistenti relativamente a lavorazioni specialistiche.

Per quanto descritto si propone la seguente modifica:

Art. 6 DL 189/2019

Comma 7. “Con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, è individuata una metodologia di calcolo del contributo basata sul confronto tra il costo convenzionale al metro quadrato per le superfici degli alloggi, delle attività produttive e delle parti comuni di ciascun edificio e i computi metrici estimativi redatti sulla base del prezzario unico interregionale, predisposto dal Commissario straordinario d’intesa con i vice commissari nell’ambito del cabina di coordinamento di cui all’articolo 1, comma 5, tenendo conto sia del livello di danno che della vulnerabilità.”

Art. 6 DL 189/2019 _ MODIFICA PROPOSTA

Comma 7. “Con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, è individuata una metodologia di calcolo del contributo basata sul confronto tra il costo convenzionale al metro quadrato per le superfici degli alloggi, delle attività produttive e delle parti comuni di ciascun edificio e i computi metrici estimativi redatti sulla base dei prezzari regionali vigenti da impiegarsi in base alla ricaduta geografica del cantiere o prezzario DEI per interventi sul patrimonio storico artistico  del prezzario unico interregionale, predisposto dal Commissario straordinario d’intesa con i vice commissari nell’ambito del cabina di coordinamento di cui all’articolo 1, comma 5, tenendo conto sia del livello di danno che della vulnerabilità.”

PROCEDURE D’APPALTO PUBBLICHE SEMPLIFICATE SU BASE DELL’IDONEITÀ OPERATIVA, LOGISTICA-ORGANIZZATIVA E DI BENESSERE DELL’OPERATORE ECONOMICO

Al fine di garantire la migliore esecuzione delle commesse pubbliche di ricostruzione, considerata la difficoltà logistica e di organizzazione per l’esecuzione delle commesse in un territorio devastato dove il reperimento di materiali e il risolvere il vitto e l’alloggio dei lavoratori diventa in alcuni casi proibitivo, si propone di inserire il presente comma.

Resta inteso che tale disposizione non procura nessuna chiusura al mercato né distorsione alla concorrenza ma crea un sistema incentivante verso gli operatori economici che dovranno organizzarsi al meglio per poter operare nella ricostruzione pubblica.

Tale criterio premiale di idoneità si lega alla possibilità della stazione appaltante di effettuare gare semplificate in ossequio alla normativa vigente, speciale e generale, e rientra nell’ ampia autonomia di cui gode la stazione appaltante nel definire le regole per la selezione dell’appalto.

ART 14  AGGIUNGERE 3-BIS.2. Per gli affidamenti dei lavori e dei relativi servizi tecnici di architettura ed  ingegneria afferenti la direzione dei lavori di cui agli interventi dei piani di cui alle lettere a), b), c), d) e f) del comma 2 del presente articolo le stazioni appaltanti nella scelta delle imprese e professionisti tecnici da invitare alle gare semplificate, ristrette o negoziate, in entrambi i criteri di selezione, effettua una prequalificazione sulla base dell’idoneità operativa relativamente alla distanza geografica dal luogo della commessa e la sede operativa dell’operatore economico, dell’idoneità logistica-organizzativa rispetto alla disponibilità di spazi idonei all’espletamento della commessa (uffici, depositi, magazzini, altro), dell’idoneità di benessere rispetto alla disponibilità di spazi idonei al vitto e l’alloggio dei lavoratori e prestatori di servizi impiegati nella commessa.”

04/10/2019

Direzione Renovo

Create a website or blog at WordPress.com

Up ↑

CHIUDI
CHIUDI
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: