La TOSAP sulla ricostruzione non si paga.

Per chi scrive la tassa di occupazione del suolo pubblico per i lavori di ricostruzione privata post sisma non si deve pagare e se si paga non la paga l’impresa esecutrice dei lavori.

Scusate il gioco di parole, cerchiamo di spiegarci meglio.

L’esenzione è dettata all’articolo 49, lettera a), d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, Sono esenti dalla tassa: a) le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l’esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all’art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica;”

Inoltre l’esenzione spetterebbe anche in caso di lavori privati su immobili finanziati dallo Stato o da enti pubblici, a dirlo è la Suprema Corte di cassazione (Sez. V civ. – trib.), 30 maggio 2000, n. 7197.

Per quanto detto la totale esenzione dei lavori di ricostruzione post sisma privati deriva dalla piena ricaduta della previsione dell’ambito disegnato dalla norma, di fatto i lavori di ricostruzione sono finanziati dallo Stato e la portata della ricostruzione riguarda indubbiamente l’alto interesse pubblico proprio nella finalità di assistenza enunciata dal D. Lgs. 15 novembre 1993, n. 507.

La sostanza è che lo Stato effettua la ricostruzione, pensare che perché il contributo viene concesso al privato cittadino l’intervento non rientra nella ratio della deroga è sbagliato, si perché la sostanza prevale sempre sulla forma.

Qualora si ritenesse poi che si debba pagare la TOSAP per qualsivoglia stortura interpretativa, o per far cassa a tutti i costi, la stessa spesa dovrà essere inserita a contributo e non potrà pertanto gravare come spesa per l’impresa esecutrice dei lavori.

L’innesto normativo del Decreto Genova al comma 8-bis all’interno dell’articolo 6, Dl 189/2016 prevede proprio che nel quadro economico relativo alla richiesta di contributo possono essere inserite anche le spese sostenute per tributi o canoni di qualsiasi tipo dovuti per l’occupazione di suolo pubblico determinata dagli interventi di ricostruzione

Attenzione tecnici ai regolamenti comunali e prevedete le spese nel quadro economico a contributo se qualche amministrazione vuole a tutti i costi far cassa.

Per chi scrive l’occupazione non si deve pagare perché o non è dovuta o se lo fosse a pagarla sarebbe ingiustamente il terremotato.

Buona domenica.

Arch. Paolo Capriotti

24/03/2019

© Riproduzione riservata Renovo

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