Ricostruzione post sisma, ribellione tecnica…

In un articolo del 13/05/2018 avevamo sollevato delle problematiche che riguardavano la consegna di alcune mansioni inconsuete ai tecnici della ricostruzione.

Questo era il link dell’articolo:   ricostruzione-post-sisma-tecnici-in-sovraccarico

In particolare descrivevamo uno scenario di oneri e onori in capo ai tecnici della ricostruzione arrivando alla conclusione che gli stessi sono stati per gran parte bistrattati dal legislatore della ricostruzione del sisma centro Italia.

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La soglia economica fissata nella forbice del 7 – 12 % dell’importo dei lavori appare esigua e non copre il lavoro di equipe che oggi i professionisti devono approntare per eseguire un lavoro di ricostruzione di sicura complessità.

I poveri tecnici lavorano a compensi bassi e si vedono affibbiare mansioni e responsabilità in un continuo crescendo.

Tra le ultime attività rifilate ai tecnici descrivevamo quella inserita di soppiatto dal Commissario nell’ ACCORDO FRA COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO, PRESIDENTI DELLE REGIONI- VICECOMMISSARI, MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, STRUTTURA DI MISSIONE, ISTITUTO NAZIONALE ASSICURAZIONE INFORTUNI SUL LAVORO, ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE E PARTI SOCIALI DEL SETTORE EDILE

L’art. 11 dell’accordo prevede che: “La verifica della congruità è compito esclusivo della Cassa Edile/Edilcassa competente per territorio che provvede o meno al rilascio dell’attestato qualora la complessiva manodopera denunciata dal Direttore dei lavori nei SAL intermedi e finale (per gli interventi pubblici) o in occasione della richiesta di erogazione dei contributi corrispondenti ai SAL pari (per gli interventi privati) raggiunga l’incidenza prevista in sede di progetto, eventualmente corretta ai sensi del punto 8 e 9. La Cassa edile/Edilcassa si avvale, per la verifica della congruità, anche dei dati sulla manodopera contenuti nei settimanali di cantiere che il direttore dei lavori è tenuto a trasmettere in occasione del rilascio del DURC congruità. Per tenere conto della particolarità dell’intervento e della specificità dei luoghi, la Cassa edile/Edilcassa, nell’attestare l’incidenza della manodopera, può apportare un ulteriore riduzione al valore determinato ai sensi del primo periodo, per non più del 15%.

Significava quindi che, ad operatività del sistema e approvazione di specifica ordinanza, i nostri tecnici della ricostruzione privata, e credo anche pubblica a questo punto, avrebbero dovuto compilare un documento settimanale contenente i dati sulla manodopera.

L’ulteriore incombenza non pagato a carico dei professionisti della ricostruzione privata.

Ora la novità è che alle nostre lamentele è seguita una veemente azione della Rete Professioni Tecniche, che ha inviato una nota ufficiale in data 01/08/2018, all’on. Paola De Micheli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, relativa all’Ordinanza 58/2018 che ha attribuito, in occasione del Durc di congruità, incarichi e compiti ai Direttori dei lavori che esulano dalle loro attribuzioni normative e che li espongono a conseguenze sanzionatorie ingiuste.

Proprio quelle mansioni che avevamo evidenziato già in sede di accordo tra le parti in causa.

La stessa nota è stata inviata per conoscenza anche all’on. Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali; alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; ai Vicecommissari del Governo per la ricostruzione del sisma 2016 e ai Governatori delle Regioni interessate.

Attraverso questa nota la Rete ha fatto presente la propria netta contrarietà all’Ordinanza n. 58 del 4 luglio 2018, evidenziando non solo i molteplici profili di illegittimità in cui il provvedimento in questione è incorso, ma soprattutto l’assenza di qualsivoglia confronto con i Consigli Nazionali degli Ordini Professionali interessati da tale regolamentazione, di fatto esclusi dalla possibilità di fornire un adeguato e necessario contributo ed assenso, vista la materia trattata, essendo gli unici enti di riferimento delle figure dei Direttori dei lavori, impropriamente ed illegittimamente regolamentati dall’Ordinanza in questione.

Questa assenza di ascolto delle professioni tecniche è risultata particolarmente grave ed errata attesa la disponibilità della Rete nel concordare le ordinanze sul tema degli interventi sulla ricostruzione e nell’offrire sempre contributi costruttivi.

Pertanto, sulla base di queste ragioni, è stato chiesto al Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016 di procedere prontamente alla sospensione dell’efficacia della citata ordinanza e dei suoi allegati, oppure al loro annullamento d’ufficio, perlomeno nelle parti in cui attribuiscono nuovi compiti e funzioni ai Direttori dei lavori, dando urgente riscontro.

In caso contrario, la Rete ha minacciato di dare mandato ai propri legali affinché tutelino i diritti e gli interessi dei suoi associati innanzi alle Autorità giurisdizionali competenti, senza necessità di ulteriori comunicazioni.

08/08/2018

Arch. Paolo Capriotti

 

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