Ricostruzione post sisma, tecnici in sovraccarico!

E’ cosa nota ai molti che i tecnici della ricostruzione non sono stati troppo ben trattati dal legislatore della ricostruzione del sisma centro Italia.

In altre analoghe situazioni, soprattutto il sisma dell’Aquila 2009 ma anche il sisma delle Marche del 1997, i tecnici avevano delle parcelle certamente più decorose.

La soglia economica fissata nella forbice del 7 – 12 % dell’importo dei lavori appare esigua e non copre il lavoro di equipe che oggi i professionisti devono approntare per eseguire un lavoro di ricostruzione di sicura complessità.

Come se non bastasse, non solo i compensi sono bassi, ma le prestazioni e le attività richieste sono tante e continuano ad aumentare con l’uscita delle ordinanze.

 

L’ultima attività uscita a carico dei nostri professionisti è inserita nell’

ACCORDO FRA COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO, PRESIDENTI DELLE REGIONI- VICECOMMISSARI, MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, STRUTTURA DI MISSIONE, ISTITUTO NAZIONALE ASSICURAZIONE INFORTUNI SUL LAVORO, ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE E PARTI SOCIALI DEL SETTORE EDILE

L’art. 11 dell’accordo prevede che

“La verifica della congruità è compito esclusivo della Cassa Edile/Edilcassa competente per territorio che provvede o meno al rilascio dell’attestato qualora la complessiva manodopera denunciata dal Direttore dei lavori nei SAL intermedi e finale (per gli interventi pubblici) o in occasione della richiesta di erogazione dei contributi corrispondenti ai SAL pari (per gli interventi privati) raggiunga l’incidenza prevista in sede di progetto, eventualmente corretta ai sensi del punto 8 e 9. La Cassa edile/Edilcassa si avvale, per la verifica della congruità, anche dei dati sulla manodopera contenuti nei settimanali di cantiere che il direttore dei lavori è tenuto a trasmettere in occasione del rilascio del DURC congruità. Per tenere conto della particolarità dell’intervento e della specificità dei luoghi, la Cassa edile/Edilcassa, nell’attestare l’incidenza della manodopera, può apportare un ulteriore riduzione al valore determinato ai sensi del primo periodo, per non più del 15%.”

Significa quindi che i nostri tecnici della ricostruzione privata, e credo anche pubblica a questo punto, dovranno compilare un documento settimanale contenente i dati sulla manodopera.

L’ulteriore onere non pagato a carico dei professionisti della ricostruzione privata.

L’invito che si vuol fare a chi si occupa di legiferare la ricostruzione è di non sovraccaricare ulteriormente i tecnici, di trovare il sistema di gratificarli in maniera equa, come d’altronde si è fatto con modifica normativa per la ricostruzione pubblica, perché a far lavorare ad un prezzo troppo stretto non conviene a nessuno.

Tra i tanti motivi che causano ritardo alla ricostruzione c’è anche il fatto che non vengono gratificati i professionisti.

Prevedere un acconto, prevedere un aumento delle tariffe per tutte le competenze aggiuntive, prevedere poi una semplificazione.

Concludiamo con una citazione di John Ruskin che rende l’idea della situazione e non si dica che chi cita è di parte per i trascorsi professionali …

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13/05/2018

Arch. Paolo Capriotti

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