In mano ai Comuni gli appalti del piano opere pubbliche da oltre un miliardo di euro per la ricostruzione del centro Italia

 In data 18/01/2018 è stata effettuata la riunione speciale della cabina di regia della ricostruzione a Pieve Torina alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli, del capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, dei presidenti delle regioni Abruzzo, Luciano D’Alfonso, Lazio, Nicola Zingaretti, Marche, Luca Ceriscioli, e Umbria, Catiuscia Marini.

Tra gli argomenti l’approvazione del piano opere pubbliche, priorità come scuole, università, caserme, edifici comunali, immobili demaniali o di proprietà di enti ecclesiastici sottoposti a tutela.

“Un incontro proficuo – lo ha definito il governatore delle Marche Luca Ceriscioli – in questa cabina di regia che, normalmente, si riunisce a Roma. Stavolta l’incontro si è tenuto eccezionalmente a Pieve Torina e questo ritengo sia un segnale importante. Come al solito le riunioni sono molto positive perchè si approvano piani importanti, in questo caso il piano delle chiese che per la nostra regione ammonta ad oltre 550 milioni di investimenti”

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La lista completa degli interventi di opere pubbliche supera il miliardo di euro.

La procedura prevede l’invio alla Corte dei Conti per la registrazione e, a seguire, la pubblicazione sul sito del commissario e sulla Gazzetta Ufficiale. La lista completa non è stata diffusa dalla struttura commissariale (in attesa dell’ok della Corte dei Conti) né dalla singole regioni interessate.

La quota maggiore delle risorse è andata alle Regione Marche, la regione più colpita dal sisma, con 605 milioni di euro, così suddivisi: 160 milioni per la ricostruzione di 82 scuole e istituti scolastici; 114,53 milioni per 50 sedi comunali; 190,52 milioni per 164 opere pubbliche; 65 milioni per l’edilizia popolare; circa 75,47 milioni di euro per 20 caserme.

Alla Regione Abruzzo sono andati 156,86 milioni di euro, con questa destinazione: 28,57 per 7 scuole; 20,66 milioni per 9 sedi comunali, 23,17 milioni per altre opere pubbliche; 82 milioni per l’edilizia popolare e, infine, 2,43 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico.

La Regione Lazio ha avuto 149,53 milioni destinati ai seguenti capitoli, così distribuiti: 35,98 milioni per 9 scuole; 71,95 milioni per altre opere, 27,05 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico; 14,53 milioni per 5 caserme.

Alla Regione Umbria sono andati 122,51 milioni, così ripartiti: 52 milioni per 32 scuole; 12,39 milioni per 7 case comunali; 33,13 milioni per altre 42 opere pubbliche; 16,27 milioni per l’edilizia popolare; 6,72 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico e, infine, 1,97 milioni per le caserme.

Nella stessa riunione, la cabina di coordinamento ha anche condiviso una lista ancora provvisoria e incompleta di interventi su edifici di culto nei territori di Lazio, Umbria, Abruzzo e nelle diocesi di Macerata, Camerino e Fabriano. «Gli elenchi definitivi – dice una nota della commissaria – verranno approvati successivamente in un’ordinanza che prevede anche le procedure di gara per i soggetti attuatori delle chiese».

La cabina di regia ha anche approvato il cronoprogramma per arrivare «entro la fine di febbraio» a definire l’annunciato “Piano di intervento sul dissesto idrogeologico” per la messa in sicurezza delle zone terremotate. Sono stati inoltre illustrati gli ultimi numeri sulla ricostruzione privata «per i quali è stato registrato un notevole incremento nelle domande e un significativo aumento delle autorizzazioni, anche a seguito dell’entrata in vigore dell’ordinanza 46 sulla ricostruzione privata», si legge nel comunicato della commissaria.

Questo il documento di sintesi presentato dalla Regione Marche per rappresentare lo stato di attuazione e i numeri in progress della ricostruzione:    

SCARICA SINTESI ATTUAZIONE RICOSTRUZIONE MARCHE

Per arrivare al nodo cruciale dell’attuazione dei medesimi interventi siamo a specificare che con Decreto del Presidente -Vice Commissario n. 2 del 5/01/2018 i Comuni e agli Enti Locali sono stati delegati allo svolgimento delle procedure di gara come stazioni appaltanti ed alla conseguente realizzazione di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione, riparazione o ripristino degli edifici pubblici.

Questa per intendere di cosa stiamo parlando è la sintesi degli interventi in corso di avvio per la Regione Marche, una bella mole di lavoro, 50 – 100 gare all’anno per i prossimi 15 – 20 anni probabilmente:

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Sappiamo che molti Sindaci non hanno accolto bene la Delega del Commissario all’espletamento delle gare d’appalto che suona un po’ come un trasferimento da una mano all’altra del cerino spento.

Immaginiamo che solo per violazioni urbanistiche ed edilizie già diversi sindaci hanno ricevuto avvisi di garanzia in questa ricostruzione e figuriamoci quando dovranno gestire gli appalti a quali rischi saranno sottoposti.

Oltretutto molti Sindaci si sono lamentati della indisponibilità di specialisti per gli uffici gare, figure difficili d reperire vista la mancanza di formazione specifica nel settore.

Quale soluzioni quindi alla Delega del Commissario? Come possono organizzarsi i Comuni?

A parere di chi scrive, si dovrebbero sfruttare in primo luogo le strutture sul territorio che funzionano, la SUA della Provincia di Fermo ad esempio in questi anni ha operato con legalità, professionalità e altissimo livello.

Bene potenziare quella non pensare di farne altre, non ci sono tempi, professionalità ed esperienza da mettere in campo.

Se poi dovessero essere attrezzate nuove strutture, per una volta, che si facciano le cose per bene e si cerchino soggetti capaci  e che conoscono la materia degli appalti pubblici, materia come noto spinosa e caratterizzata da repentini cambiamenti e interpretazioni.

Tender specialist sono difficili da trovare ma vanno cercati e selezionati attentamente.

Non possiamo pensare di gestire la ricostruzione con giovani inesperti e gente senza alcuna professionalità qui servono super tecnici, manager dalla visione trasversale con intuito e capacità di prevedere gli scenari.

Per le assunzioni concesse ai Comuni fin qui viste, purtroppo a dirsi, sono scattate le solite dinamiche e di gente sveglia e preparata se ne è vista proprio poca.

Altra evidenza che si vuole portare riguarda poi l’impiego del sistema dell’appalto integrato zoppo alla Invitalia per cui l’affidamento lavori avviene sul progetto definitivo con offerta economicamente più vantaggiosa e seguente predisposizione del progetto esecutivo da parte del vincitore, siamo sicuri che questa invenzione assegnerà più certezze e affidabilità alle procedure di gara?

Questo sistema potrà essere impiegato dai comuni in Deroga al Codice appalti, deroghe che riguardano il divieto di appalto integrato e deroga alla soglia di impiego della procedura negoziata innalzata ai 5 milioni di euro.

Con questo sistema, che si vuole proporre come soluzione delle soluzioni, per la redazione del progetto esecutivo da parte dell’impresa si perderà tempo, se il progettista del definitivo impiega 15 giorni per predisporre l’esecutivo, l’impresa ne impiega 60 di giorni, oltretutto la continuità di progettazione tra definitivo ed esecutivo è sacrosanta non si può spezzare la progettazione si crea una criticità inutilmente legata alla differente visione tra progettista del definitivo e progettista dell’esectivo, poi se i Comuni dovranno appaltare e non hanno le necessarie professionalità meglio far appaltare solo lavori, una gara lavori e progettazione è di molto più complicata.

Il nomignolo “appalto integrato zoppo” è stato coniato per individuare la stortura procedimentale inventata da Invitalia per realizzare le scuole, sistema reimpiegato come  fosse miracoloso invece è stato tutt’altro visti i risultati raggiunti e scuole ancora non costruite (chiaramente non esiste un istituto di questo nome mentre invece esiste l’accordo quadro zoppo).

In fine la sintesi dei piani attuati e in definizione.

Decreto Legge 189/2016, art.14 comma 2:

Predisposizione ed approvazione dei Piani
Piano per le Opere Pubbliche – Ordinanza n° 37
 Piano Scuole – Ordinanze n° 14 e n° 33
Piano Edilizia Residenziale Pubblica – Ordinanza n° 27
Piano Riapertura Chiese – Ordinanze n° 23 e n° 32
Piano dei Beni Culturali – Ordinanza n° 38
Donazioni solidali (sms) – Ordinanza n° 48

Secondo Piano per le Opere Pubbliche – Ordinanza in corso di definizione
Piano Dissesti Idrogeologici;
Piano Infrastrutture;
Programma delle infrastrutture ambientali.

Arch. Paolo Capriotti

21/01/2018

© Riproduzione riservata Renovo

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