Il partenariato pubblico privato risolverà la ricostruzione pubblica?

Si riporta un articolo di oggi (10/01/2018) pubblicato su Edilizia e Territorio di Massimo Frontera. Non si può fare a meno di sollevare qualche dubbio sull’applicabilità e l’occasione di regolamentare oggi il Partenariato Pubblico Privato per la ricostruzione.

Ancora si puntella, mancano regole chiare per la ricostruzione delle case, le SAE tardano ad essere consegnate, dei piani di ricostruzione manco l’ombra e ci si preoccupa di come attrarre capitali privati.

In zone martoriate, prossime al completo spopolamento, che risorse vorranno essere catturate e e come?

Probabilmente manca la giusta visione a chi scrive, stiamo a vedere questa Ordinanza 47 che ci dirà.

Buona lettura.

Arch. Paolo Capriotti

Nuovo bando Mise per accedere alle agevolazioni previste nelle Zone franche urbane del cratere del Centro Italia. Semplificazione della ricostruzione privata (senza più l’obbligo, per famiglie e imprese, dell’anticipo ai professionisti) e apertura ai privati per realizzare opere pubbliche in public-private partnership con i contributi commissariali. Queste le novità in arrivo entro gennaio per la ricostruzione del Centro Italia, anticipate dalla commissaria straordinaria Paola De Micheli. «Con un bando del ministero dello Sviluppo in uscita entro gennaio – spiega – riapriremo i termini per l’accesso ai benefici previsti per le imprese nelle zone franche urbane del Centro Italia dei territori danneggiati dal sisma». Il nuovo bando Mise elimina una penalizzazione a carico dei territori interessati dalle scosse del 28 e 30 ottobre 2016 nel calcolo della riduzione media del fatturato per i danni causati dal sisma. «Lo scostamento medio – spiega De Micheli – andrà calcolato su quattro mesi invece che su due, in modo omogeneo rispetto alle aree danneggiate ad agosto 2016 e gennaio 2017».

La commissaria anticipa inoltre le prime ordinanze 2018, a cominciare da quella sulla ricostruzione privata (la n.46, che sarà registrata dalla Corte dei Conti giovedì e pubblicata subito dopo). «L’ordinanza sulla ricostruzione – spiega De Micheli – elimina il problema dell’anticipazione ai professionisti richiesta a famiglie e imprese per affidare riparazioni e ricostruzioni. Ci sono semplificazioni sulle fasi della preistruttoria e sulla gara privata per i lavori».

Viene inoltre prorogato al 31 ottobre 2018 il termine per le istanze. Subito dopo arriverà un’ordinanza (n.47) per ricostruire opere pubbliche e infrastrutture attraverso le modalità del partenariato pubblico-privato. «Abbiamo individuato – spiega sempre De Micheli – una specifica modalità per utilizzare, nel cratere, le risorse del commissario nel quadro delle norme del codice appalti sul partenariato pubblico-privato. È uno strumento in più che diamo alle Regioni e ai vari soggetti attuatori per accelerare le gare».

Tra le ordinanze più attese c’è quella sul maxi-piano da 940 milioni, tra edifici pubblici e alloggi popolari (il testo è alla Corte dei Conti). «In questa lista – sottolinea De Micheli – ci sono tutti gli edifici scolastici danneggiati, dentro e fuori il cratere, finanziati al 100%». «Entro questo mese – anticipa inoltre De Micheli – avremo anche la mappatura completa per finanziare la messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico». La lista degli interventi e del relativo finanziamento (ancora non quantificato) sarà oggetto di un’apposita ordinanza.

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