Le otto principali novità sulla ricostruzione del Centro Italia nell’emendamento del governo al Dl fiscale

Lo abbiamo sempre sostenuto che la centralizzazione degli appalti alla sola Invitalia non potevano essere sostenuti come avevamo sempre gridato allo scandalo per la troppa laboriosità che richiedevano le pratiche di ricostruzione leggera, leggera solo in termini economici di ricostruzione, per la produzione di carte e burocrazia era pesante del resto. Riportiamo l’articolo di edilizia e territorio del 15/11/2017 di Massimo Frontera che racconta quale sarà il contenuto del DL Fiscale del Governo di prossima uscita.

Il Governo accelera la ricostruzione post sisma del Centro Italia scommettendo sul decentramento delle stazioni appaltanti e lo snellimento delle procedure. La novità più rilevante – contenuta in un ampio emendamento del governo al Dl fiscale depositato ieri in Commissione Bilancio del Senato – è l’utilizzo della procedura negoziata senza bando (cioè trattativa privata a inviti alle imprese, a rotazione) per gli appalti di lavori fino a 5,2 milioni di euro (soglia comunitaria) delle opere pubbliche individuate dal commissario alla ricostruzione nell’elenco stilato dalle Regioni. Inoltre si supera il monopolio di Invitalia come unica centrale di committenza, con l’ingresso delle quattro centrali acquisti regionali, dell’Agenzia del Demanio e delle diocesi. imagesttNovità anche nella ricostruzione privata, con un giro di vite sul completamento delle schede Aedes e sulla riparazione di edifici con danni lievi. Nel primo caso si fissa al 31 gennaio 2018 il termine “tombale” per la consegna delle schede da parte dei professionisti. Chi non lo fa, perde contributo, compenso e viene cancellato dall’elenco dei professionisti. Scadenza “tombale” anche per le riparazioni di edifici inagibili con lievi danni: fissata al 30 aprile 2018. Per avviare i lavori basta la Cila (anche per interventi su parti strutturali). Spunta poi la regolarizzazione ex-post per gli edifici autocostruiti, a patto che non confliggano con Prg e piani paesistici. Ma ecco le principali otto novità in materia di appalti e edilizia.

Riparazione edifici con lievi danni/1. Basta la Cila Basta la Cila per segnalare ai Comuni l’avvio della riparazione di immobili con lievi danni. La regola vale sia per gli edifici inagibili in base alla scheda Aedes, sia per quelli non utilizzabili in base alla scheda Fast. La regola vala anche nel caso in cui l’intervento riguardi parti strutturali dell’edificio.

Riparazione edifici con lievi danni/2. Termine “tombale” del 30 aprile 2018
Si cerca anche di chiudere definitivamente la partita della riparazione degli edifici con danni lievi. L’emendamento introduce una sorta di scadenza “tombale” per chi ha già avviato il cantiere: la consegna delle carte (agli uffici speciali) va fatta entro il 30 aprile 2018. Eventualmente il commissario di governo potrà posticipare, con ordinanza, la scadenza al 31 luglio 2018 ma non oltre. Per chi non riesce a rispettare il termine scatta l’inammissibilità al contributo dei lavori e perde anche il contributo di autonoma sistemazione.
 

Scheda Aedes. Scadenza “tombale” con penalità
Entro il 31 gennaio del 2018 si vuole chiudere anche la partita delle schede Aedes. Il professionista che non rispetta il nuovo termine definitivo viene cancellato dall’elenco dei professionisti, perde il suo compenso e scatta l’inammissabilità al contributo per l’immobile interessato.

Regolarizzazione temporanea delle abitazioni d’emergenza
Entro il 31 gennaio 2018 si potrà richiedere al comune del proprio territorio – con Cil accompagnata da perizia asseverata – la regolarizzazione temporanea dell’alloggio realizzato a seguito dell’inagibilità della propria abitazione a causa del terremoto. La regolarizzazione è possibile a patto che l’intervento sia compatibile con il Piano regolatore e i piani paesaggistici. Se l’edificio ha le caratteristiche di «un’opera precaria e facilmente amovibile» non è richiesta la conformità urbanistica e paesaggistica. Una volta rispristinato il proprio l’alloggio distrutto o danneggiato, l’alloggio d’emergenza va smantellato. La presentazione dell’istanza comporta la cancellazione di tutte le sanzioni eventualmente emesse a carico dell’autore dell’intervento, ma anche la perdita del contributo di autonoma sistemazione eventualmente assegnato, salvo che l’immobile temporaneo realizzato non sia ancora utilizzabile per abitarci.

Immobili danneggiati anche dal sisma dell’Abruzzo
Per eliminare la sovrapposizione delle procedure nel caso di danni su immobili già danneggiati dal sisma del 2009 in Abruzzo, si stabilisce che, nel caso non siano stati ultimati i lavori, la procedura da seguire dipenda dal maggiore importo causato dal terremoto. I criteri per stabilire la parte prevalente del danno dovranno essere definiti con ordinanza commissariale.

Procedure Immobili scolastici, sanitari e di culto gestiti da privati stralciate dalla ricostruzione pubblica
Dal “canale” delle procedure riservate alla ricostruzione pubblica vengono stralciate alcuni tipi di immobili. Si tratta di interventi relativi a scuole paritarie e asili privati, strutture sanitarie e socio sanitarie private e edifici tutelati appartenenti a enti ecclesiastici civilmente riconosciuti . Questa categorie vengono ricondotte nell’alveo delle procedure relative alla ricostruzione privata.

Piano “del commissario” con affidamenti a trattativa privata
Il Commissario di governo si riserva una corsia preferenziale per realizzare le opere pubbliche più urgenti, selezionate all’interno dell’elenco stilato dalle Regioni. Per le opere con importo di lavori fino alla soglia comunitaria – cioè fino 5,22 milioni di euro, sarà possibili assegnare l’appalto con procedura negoziata. Invece della pubblicazione del bando si potrà invitare almeno cinque imprese a presentare l’offerta, assicurando un criterio di rotazione.

Decentramento appalti: più centrali di committenza e soggetti attuatori
Si allarga e si potenzia il perimetro dei soggetti attuatori, cioè delle stazioni appaltanti. Le Regioni, che già operano come soggetti attuatori attraverso gli uffici speciali della ricostruzione, potranno farlo anche direttamente pubblicando gare di lavori, servizi e forniture attraverso le rispettive centrali acquisti regionali. Confermato il ruolo di Mit e Mibact come soggetto attuatore. A questi si aggiungono l’Agenzia del Demanio e le diocesi, per interventi su immobili di rispettiva pertinenza. Si supera così il “monopolio” di Invitalia come centrale unica di committenza. Non solo. Le Regioni, relativamente agli interventi nei loro territori, potranno ulteriormente delegare i comuni la funzione di soggetto attuatore.

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